IGINO LEGNAGHI

Igino Legnaghi nasce a Verona nel 1936. Frequenta l'Istituto d'Arte Nani e, contemporaneamente, l'Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona. Giovanissimo, apprende le tecniche della lavorazione dei metalli nel laboratorio del padre, argentiere e cesellatore. Nel 1966 partecipa alla XXIII Biennale di Venezia nella sezione Arti Decorative.
Esordisce intorno alla metà degli anni sessanta con una serie di sculture in ferro smaltato e acciaio inox, costituite da moduli geometrici - cubi, losanghe, aste, piani, lamiere pieghettate come scale - dipinti di giallo, rosso e nero con vernici industriali. Nel '67 tiene la prima personale alla Galleria Ferrari di Verona e, a partire dallo stesso anno, realizza una ciclo di opere dominate da tre elementi formali fondamentali - il piano, il cubo e il nastro a zig-zag - servendosi di materie preziose. Le sculture in oro, argento, rame, bronzo, acciaio, parlano di una relazione più diretta e immediata con i materiali e i loro colori.
Discorso ai margini (1968) segna il distacco, da parte dell'artista dalla piacevolezza cromatica, decorativa e formale: realizzata in anticorodal anodizzato, si presenta con forme minimali.
Tra il '72 e il '73 le opere si aprono per articolarsi nello spazio con un movimento centrifugo fatto di proiezioni e dislocazioni. Il carattere progettuale e ideativo di queste sculture è regolato da un processo di automatizzazione delle varie fasi esecutive.
A partire dal 1978 Legnaghi sostituisce l'anticorodal anodizzato con il ferro naturale, le tecniche automatizzate con la saldatura.
Le grandi lamiere corrose ricavate da navi in disarmo, le imponenti masse ferrose sprigionano un'energia elementare e determinano, nel loro architettonico intersecarsi di piani, un ampio coinvolgimento spaziale.
Tra il 1989 e il 2001 Legnaghi è titolare della cattedra di scultura all'Accademia di Brera. Vive e lavora a Verona.

Il "Museo di Arte Contemporanea all'Aperto" di Morterone nasce per iniziativa dell'Associazione Culturale Amici di Morterone, alla metà degli anni '80, grazie all'impulso di Carlo Invernizzi, il poeta della Natura Naturans, e di suo figlio, il gallerista Epicarmo.
Morterone è un piccolo villaggio, sito ai piedi del versante orientale del monte Resegone e oltre 30 opere di pittura e scultura qui dialogano con la natura incontaminata e con gli edifici dell'antica comunità montana: tra gli altri, oltre a Carlo Ciussi, Rodolfo Aricò, Gianni Colombo, Dadamaino, Igino Legnaghi, François Morellet, Mario Nigro, Pino Pinelli, Mauro Staccioli, Michel Verjux, Rudi Wach.

Porta (1989)
Museo di arte contemporanea all’aperto, Morterone (LC)

L’opera di Legnaghi nel museo all'aperto ospitato dal più piccolo comune italiano.

CREDITI
Regia: Liliana Carugati, Lorenzo Baldi
Fotografia: Lorenzo Baldi
Montaggio: Liliana Carugati, Lorenzo Baldi
Musiche: Carlos Eduardo Zarattini - Sonoton

TECNICA
Standard di produzione: Ripresa UHD 25p,
Montaggio HD 25p
Camera: Panasonic GH4, Dji Phantom 3 Professional
Obiettivi: Sigma 18-35 mm f 1.8, Tokina 11-16 mm f 2.8
Supporti: Vinten, slider Konova
Codec: .mov Prores HQ e H264 50 Mbps
Postproduzione: Final Cut Pro X

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