Franco Marrocco - Ascesi per ascesa

Milano - S.M. delle Grazie - 2013

 

Nato nel 1956 a Rocca d'Evandro (CE), Franco Marrocco compie i suoi studi presso il Liceo Artistico di Cassino
e poi all'Accademia di Belle Arti di Frosinone. Le sue prime opere risalgono alla fine degli anni settanta, periodo in cui Marrocco inizia ad esporre i suoi lavori in mostre personali - come quella al Centro Servizi Culturali di Cassino (1978) - e collettive, come in occasione del Premio Mazzacurati
di Teramo (1979).

Evidente, in questi lavori, l'influenza di Francis Bacon dalle cui atmosfere Marrocco sembra essere suggestionato, almeno fino ai primi anni ottanta, tempi in cui realizza i cicli degli Schermi e della Poesia contorta. È il momento in cui si fa più intensa anche la sua attività espositiva: l'artista allestisce alcune mostre personali, tra cui quelle
alla Galleria Gonnelli di Firenze, cat. A.B. Del Guercio,
al Centro di Sarro a Roma e al Museo Archeologico
di Sezze (Latina).

Nelle sue opere, gradualmente, lungo il corso di quel decennio, la figura umana, che campeggiava - per lo più solitaria - nello spazio pittorico, si trasforma e viene come inghiottita da un tormentato e convulso arrotarsi di segni cromatici di densa materia pittorica che ne prendono
il posto.

In questi dipinti il dramma umano non viene più rappresentato, ma evocato attraverso un dipingere
che vede assurgere il colore al ruolo di protagonista dell'opera, al punto da farsi - di li a poco - responsabile anche della definizione della spazialità della tela.

Esemplari, in questo senso, dipinti come La Cupola del 1985-86 e, soprattutto, il trittico Sul mio cielo volano anche gli angeli che l'artista espone alla XI Quadriennale Romana del 1986.

Sul finire del decennio la pittura di Marrocco evolve verso una figurazione che non soltanto è sempre più libera
da esigenze di mimesi della figura umana ma c
he, abbandonando ogni residuo descrittivo, risolve lo spessore psicologico del dipingere nei termini di una “emotività onirica”, reimpostando in modo inedito anche il problema dello spazio che si risolve nei termini di un dialogo libero tra dense pennellate di materia cromatica che, attraverso bagliori di luce, definiscono il rapporto figura/sfondo.
Sono queste le opere che l'artista espone in occasione delle mostre personali che si susseguono, numerose,
tra le fine degli anni ottanta e l'inizio del decennio successivo. Dalla metà degli anni Novanta, pur nella sostanziale coerenza di fondo, la ricerca di Marrocco giunge a nuove soluzioni espressive. La sua pittura,
che si esprime attraverso il lessico dell'astrazione,
si fa più decantata, sottilmente poetica: in essa lo spazio sembra dilatarsi fino ad essere assorbito “entro le maglie del tempo. In questi ultimi anni Marrocco allestisce numerose personali: nel 1990 presso l'
OCDE, a Parigi; nel 1991 al Palazzo dei Priori di Perugia;  nel 1998 alla Sala Polivalente del Parlamento Europeo a Bruxelles, al Museo Butti di Viggiù (Varese) e al Palazzetto dell'Arte di Foggia; nel 1999 al Chiostro di Voltorre a Gavirate (Varese); nel 2000 al Palazzo Reale di Caserta, cat. M. Bignardi; nel 2001 a Villa Rufolo a Ravelloe presso la Reggia di Caserta; nel 2003 alla Galleria Romberg di Latina e nel 2004 alla Galleria Il Chiostro di Saronno (Varese); nel 2014 presso il Building Bridges Art Exchange di Los Angeles

 (USA) e la Sacrestia del Bramante a Santa Maria delle Grazie a Milano; dal 2016 al 2017, con il ciclo "L'Eco del bosco", presso la galleria Cattai di Milano, il Palazzo Collicola - Arti visive a Spoleto e il Palazzo Leone da Perego a Legnano.

Dal 2012 al 2018 ha diretto l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

 

SITO WEB: http://www.francomarrocco.it

 

CREDITI

Regia: Liliana Carugati, Lorenzo Baldi

Fotografia: Liliana Carugati, Lorenzo Baldi

Camera: Lorenzo Baldi

Montaggio: Lorenzo Baldi

Musiche: Krystof Meyer - Archivio Sonoton

 

TECNICA

Standard di produzione: HD 1080/25p

Camera: Sony NEX-FS100

Supporti: Vinten, ABC

Codec: AVCHD 28 Mbs

Postproduzione: Final Cut Pro X