Mauro Staccioli - Forme perdute (2012-13)

Museo di Arte Contemporanea all'Aperto

Morterone (LC)

 

L'ARTISTA

Mauro Staccioli nasce nel 1937 a Volterra e si diploma nel locale Istituto d’Arte nel 1954. Nel 1960, in Sardegna, fonda, insieme a giovani artisti e intellettuali il Gruppo di Iniziativa. Nel 1963 si sposta prima a Lodi e successivamente a Milano e assume la direzione di due Licei Artistici. Gli inizi della sua attività artistica sono saldamente intrecciati all’esperienza didattica e a quella di intellettuale e politico militante.

Dalla fine degli anni Sessanta si dedica alla scultura, concentrandosi sul rapporto tra arte e società e sviluppando l’idea di una scultura che si pone in stretta relazione con il luogo - inteso nella sua concezione sia fisica che sociale - nel quale e per il quale è stata realizzata. L’artista sceglie fin da principio un linguaggio caratterizzato da una geometria essenziale e dall’uso di materiali semplici come il cemento e il ferro.

Nel 1972 Staccioli matura l’idea di organizzare una serie di “sculture-intervento” nella città di Volterra; la mostra Sculture in città segna così una svolta aprendo agli spazi urbani quel che fino ad allora era relegato solo negli spazi chiusi di gallerie e musei. Dalla mostra del 1972 prende corpo la manifestazione Volterra ’73 curata da Enrico Crispolti che apre la strada a questo nuovo modo di intendere la scultura e che per Staccioli trova completa espressione nella mostra Lettura di un ambiente - realizzata a Vigevano nel 1977 - un titolo che diventa metodo.

Dopo una serie di mostre organizzate a Milano, arriva l’invito alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1978, anno in cui realizza il celebre Muro, una parete di cemento di 8 metri che ostruisce la visuale del viale d’accesso al Padiglione Italia, ponendosi quale segno critico e provocatorio.

Nel 1982 è chiamato a realizzare una grande opera nel parco di Villa Gori a Celle di Santomato (PT), il primo parco italiano di sculture ambientali. Da questo momento Staccioli riscuote una crescente attenzione all'estero e viene chiamato in Germania (Stadtische Galerie, Regensburg; Fridericianum Museum, Kassel), in Gran Bretagna (Hayward Gallery, Londra), in Israele (Tel Hai College) e in Francia (ELAC, Lione).

Il confronto con l’architettura e l’ambiente urbano trova nuove soluzioni nella genesi dei grandi archi rovesciati realizzati all’interno della Rotonda della Besana a Milano (1987), davanti al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (1988) su invito di Amnon Barzel e nel piazzale principale del Parco Olimpico di Seul (1988) su invito di Pierre Restany. Nel frattempo prosegue la sua attività negli Stati Uniti con una mostra al Museum of Contemporary Art di San Diego e con la serie di installazioni realizzate nel parco della Djerassi Foundation di Woodside in California (1987-1991), seguite negli anni Novanta da nuovi interventi e da importanti mostre tra cui quella tenutasi alla Shoshana Wayne Gallery nel 1993.

Negli anni Novanta l’artista continua a sperimentare nuove forme: anelli che mettono in risalto il paesaggio, come a Ordino d’Arcalis nel Principato di Andorra (1991) e a Monaco di Baviera (1996); tondi “costretti” negli spazi della Fondazione Mudima di Milano (1992) o in precario equilibrio nel Parco della Fara a Bergamo (1992); sfere che appaiono quasi metafisicamente nella piana di Ozieri in Sardegna (1995). Profondo e proficuo è il legame dell’artista con il Belgio, dove è chiamato a realizzare un intervento al Parc Tournay Solvay di Bruxelles per la Fondation Européenne pour la Sculpture (1996) e dove eseguirà numerosi interventi in spazi sia pubblici che privati, tra cui l’ormai celebre Equilibrio sospeso al Rond Point de l’Europe a Bruxelles (1998). Nello stesso decennio la Corea si fa promotrice di diversi interventi pubblici tra cui l’opera per il Contemporary Art Museum di Kwacheon (1990).

In anni più recenti la feconda ricerca di Staccioli si è concretizzata in diverse installazioni in Italia e all’estero: Lapiz Building a La Jolla (San Diego 2003), dove una trave di acciaio attraversa la facciata dell’edificio, Taiwan (2003), Porto Rico (2004), Bodio Center a Milano (2004), Carrazeda de Ansiães (Portogallo 2008), centro affari Val St Quentin a Voisins-le-Bretonneux (Francia 2008), Parco della Cupa a Perugia (2009).

Nel 2009 a Volterra si apre la mostra Mauro Staccioli. Volterra 1972-2009 - Luoghi d'esperienza che, oltre a proporre una selezione di disegni, piccole sculture e fotografie presentate in alcuni spazi espositivi della città, ha visto la realizzazione di ben 19 grandiose sculture ambientali che, interessando non solo la città di Volterra ma tutto il suo territorio, sottolineano un paesaggio in cui storia, cultura e lavoro umano si intrecciano nell'opera dell’artista. Molte delle opere ambientali ideate per l'occasione sono tuttora installat.

Alla fine del 2011, in occasione del riordino e della riapertura delle sue sale espositive, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma acquisisce e installa una nuova opera di Staccioli - un anello di 10 metri di diametro - davanti alla sua celebre scalinata d’ingresso. Il 2012 si apre con la collocazione dell’opera Cerchio imperfetto nel giardino interno dell’Università Bocconi di Milano. In febbraio la Galleria Il Ponte di Firenze e la Galleria Niccoli di Parma inaugurano due mostre che rileggono i primi quindici anni di lavoro dell’artista, pubblicando il volume Mauro Staccioli. Gli anni di cemento 1968-1982, un articolato catalogo delle sue opere in cemento degli anni '70, frutto di una ricostruzione filologica, svolta insieme all'artista. Alla fine dello stesso anno una personale alla Galleria Invernizzi di Milano esplora nuove prospettive di ricerca che trovano piena espressione nella partecipazione alla Biennale di Scultura di Racconigi nel 2013.

Staccioli è membro dell’Académie Royale des sciences, des lettres et des beaux-arts de Belgique e Accademico Nazionale dell'Accademia di San Luca.

Vive e lavora a Milano e Volterra.

 

IL MUSEO

Il "Museo di Arte Contemporanea all'Aperto" di Morterone nasce per iniziativa dell'Associazione Culturale Amici di Morterone, alla metà degli anni '80, grazie all'impulso di Carlo Invernizzi, il poeta della Natura Naturans, e dei sui figli Epicarmo e Sostene. Il Museo ospita oltre 30 opere di pittura e scultura qui dialogano con la natura incontaminata e con gli edifici dell'antica comunità montana: tra gli altri, oltre a Mauro Staccioli, Rodolfo Aricò, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Dadamaino, Igino Legnaghi, François Morellet, Mario Nigro, Pino Pinelli, Michel Verjux, Rudi Wach.

 

CREDITI

Regia: Liliana Carugati, Lorenzo Baldi

Fotografia: Lorenzo Baldi

Montaggio: Liliana Carugati, Lorenzo Baldi

Musiche: Carlos Eduardo Zarattini - Sonoton

 

TECNICA

Standard di produzione: Ripresa UHD 25p,
Montaggo HD 25p

Camera: Panasonic GH4, Dji Phantom 3 Professional

Codec: .mov  Prores HQ e H264 50 Mbps

Postproduzione: Final Cut Pro X